Centro di informazione, documentazione e orientamento per l'autonomia, l'indipendenza e l'inclusione delle persone con disabilità
nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).
Presso la Radiologia del Presidio Ospedaliero di Tolmezzo è stata avviata una sperimentazione dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico. È infatti stato installato in prova Galileo, un software sviluppato da General Medical Merate SpA (GMM) in collaborazione con Milvue, che affianca i professionisti nel riconoscimento delle fratture degli arti e di alcune patologie pleuriche e polmonari.
Oltre a questo, il sistema è in grado di fornire misure automatiche della colonna vertebrale, del bacino e degli arti inferiori, oltre a stimare l’età ossea nei pazienti pediatrici. La particolarità della tecnologia risiede nel trattamento innovativo dei dati, che la distingue da altre soluzioni già presenti sul mercato.
Per i medici radiologi di Tolmezzo, la sperimentazione rappresenta un’occasione concreta per valutare l’accuratezza e la semplicità d’uso di questo strumento, non solo sul piano diagnostico ma anche nell’ottimizzazione dei processi organizzativi. L’iniziativa è svolta in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e costituisce la prima esperienza di utilizzo di Galileo AI in Italia.
“Questo sistema è stato già sperimentato in diverse Radiologie universitarie europee, dove ha dimostrato grande accuratezza diagnostica” – ha dichiarato il dr. Massimo Valentino, Direttore della Radiologia di Tolmezzo.
Il prof. Roberto Grassi, ordinario dell’Università Vanvitelli, ha inoltre evidenziato come queste tecnologie possano contribuire a ridurre due tipologie di errori diagnostici: quelli legati all’affaticamento dei professionisti, spesso impegnati su grandi volumi di indagini, e quelli dovuti alla “soddisfazione del radiologo”, ossia la tendenza a fermarsi dopo aver individuato una prima lesione trascurandone una seconda. “L’intelligenza artificiale non si stanca e non si emoziona – ha sottolineato Grassi – e per questo può rappresentare un valido supporto”.
Il software resterà operativo in modalità di prova; al termine, l’Azienda Sanitaria valuterà le ricadute cliniche e organizzative per decidere in merito a una possibile adozione definitiva.