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nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).

La riforma dell’invalidità: cosa cambia e a che punto siamo - 10/06/2025

Da tempo si parla della riforma del sistema di riconoscimento dell’invalidità, che coinvolge prestazioni economiche, agevolazioni sanitarie e fiscali, e che porterà cambiamenti significativi nelle procedure e nei criteri di valutazione. Le nuove disposizioni sono già operative in alcune province, ma l’estensione su tutto il territorio nazionale è prevista per il 2027, con un rinvio di un anno rispetto alla precedente scadenza del 2026.

La riforma ha creato molta incertezza, sia tra i cittadini che tra gli stessi operatori del settore. Per fare chiarezza, è utile ricostruire cosa prevede il nuovo assetto normativo e quali sono gli elementi ancora in via di definizione.

Con il decreto legislativo n. 62 del 3 maggio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si è avviata la prima fase della cosiddetta “riforma della disabilità”, collegata al PNRR e alla legge delega 227/2021. Il decreto è entrato in vigore il 30 giugno 2024 e rappresenta il punto di partenza per una trasformazione profonda del sistema.

La nuova normativa ridefinisce la condizione di disabilità secondo i criteri della Convenzione ONU, superando la nozione di “handicap” prevista dalla legge 104/1992. Si introducono quattro livelli di disabilità (anziché due) e si adotta un linguaggio aggiornato, come l’uso del termine “compromissione” al posto di “impairment”.

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la valutazione: l’attuale doppio accertamento (invalidità civile e handicap) sarà sostituito da un’unica procedura che comprenderà tutti gli aspetti rilevanti, inclusi quelli legati all’età evolutiva, le agevolazioni fiscali e il collocamento mirato. Le nuove commissioni saranno composte da personale INPS, con la partecipazione di medici, psicologi e rappresentanti delle associazioni di categoria.

Sono previste nuove modalità anche per la domanda di riconoscimento: il certificato introduttivo coinciderà con la richiesta e saranno più frequenti le visite in presenza. I tempi di risposta saranno più stringenti: 90 giorni in generale, 15 giorni per i pazienti oncologici, 30 per i minori.

Un’altra novità è il certificato unico di invalidità, che sostituirà gli attuali verbali separati. Sarà possibile accedere ad alcune prestazioni anche prima della conclusione dell’iter, in caso di condizioni gravi.

Il principio dell’“accomodamento ragionevole”, già previsto per l’ambito lavorativo, sarà esteso a tutti i contesti di vita, con un ruolo di garanzia affidato al Garante dei diritti delle persone con disabilità.

A fianco della valutazione di base, è prevista una seconda fase di “valutazione multidimensionale”, che coinvolgerà équipe specializzate e porterà alla definizione di un “progetto di vita” personalizzato. Questo strumento coordinerà gli interventi sanitari, sociali, educativi e lavorativi, con la partecipazione attiva della persona e del suo contesto familiare.

La riforma si interseca anche con quella dedicata alla non autosufficienza (decreto legislativo 29/2024), in particolare per le persone anziane. Le due normative prevedono percorsi distinti ma complementari, con attenzione alla continuità dei diritti già acquisiti: chi ha ottenuto il riconoscimento prima del 31 dicembre 2026 manterrà le prestazioni; le nuove regole si applicheranno a partire dal 2027.

Per attuare questi cambiamenti sono previsti investimenti in personale, formazione e fondi dedicati ai progetti di vita. La sperimentazione è iniziata nel 2025 in 20 province italiane e durerà 12 mesi, al termine dei quali saranno valutati eventuali aggiustamenti.

Il processo è ancora in evoluzione, con alcuni aspetti operativi e finanziari in fase di definizione. Tuttavia, le basi della riforma sono ormai avviate e rappresentano un cambio di prospettiva importante per garantire maggiore equità, chiarezza e personalizzazione degli interventi a favore delle persone con disabilità.