Centro di informazione, documentazione e orientamento per l'autonomia, l'indipendenza e l'inclusione delle persone con disabilità
nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).
L’entrata in vigore, lo scorso 28 giugno, della Direttiva Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act) ha rappresentato un vero punto di svolta nel modo in cui prodotti e servizi vengono progettati e immessi sul mercato. Da quel momento, infatti, tutti i nuovi prodotti e servizi soggetti alla normativa devono essere accessibili sin dalla fase di progettazione: un approccio “by design” che richiede consapevolezza, competenze e una trasformazione culturale ancora in corso.
Uno degli effetti più evidenti è l’aumento dell’attenzione generale verso l’accessibilità. Associazioni delle persone con disabilità, professionisti ed esperti del settore segnalano come oggi aziende ed enti siano più consapevoli non solo degli obblighi normativi, ma anche delle concrete opportunità che servizi e prodotti accessibili possono generare, ampliando la platea di utenti e, di conseguenza, creando nuove prospettive economiche.
Sono già visibili alcuni risultati positivi. Nel settore dei servizi commerciali, ad esempio, varie banche stanno ripensando l’accessibilità dei loro canali digitali: siti web, applicazioni mobili, documenti inviati ai clienti. Anche alcune aziende della distribuzione di carburante hanno avviato la riprogettazione dei totem per l’erogazione dei rifornimenti, affinché siano più usabili da tutti.
Nel mondo del lavoro, si nota un crescente impegno per dotare le lavoratrici e i lavoratori con disabilità di strumenti realmente accessibili. Negli ultimi mesi numerose imprese private hanno iniziato a investire nella formazione interna su sviluppo, design e progettazione accessibile, comprendendo che la competenza non è un dato acquisito, ma un obiettivo da costruire nel tempo. Parallelamente, si diffonde la pratica della “verifica soggettiva”, ovvero il coinvolgimento diretto di persone con diverse disabilità nei test di accessibilità e usabilità dei prodotti digitali: un passaggio fondamentale perché nessuna analisi tecnica può sostituire l’esperienza reale degli utenti.
La maggiore attenzione riguarda anche i prodotti di uso quotidiano. Elettrodomestici e dispositivi domestici con interfacce digitali devono oggi essere progettati affinché siano utilizzabili da chiunque, indipendentemente dalle capacità sensoriali o motorie. La crescente interazione tra hardware e software impone infatti una collaborazione più stretta tra designer, sviluppatori, progettisti ed editorialisti, perché l’accessibilità non è un’operazione a valle, ma un attributo che deve permeare l’intero processo di creazione.
Un altro effetto positivo della Direttiva è la “riscoperta” di normative nazionali già esistenti, come la Legge 4/2004 (“Legge Stanca”) e la Legge 67/2006 contro le discriminazioni. La conformità non riguarda più soltanto il mercato italiano, ma si estende anche ai Paesi esteri in cui le aziende operano, sollecitando una visione più ampia e internazionale del tema.
Nonostante questi progressi, restano zone d’ombra. Ancora oggi non sono state emanate le linee guida operative necessarie a rendere pienamente applicabile la Direttiva. Da un lato si attendono le nuove indicazioni dell’Agenzia per l’Italia Digitale per quanto riguarda i servizi; dall’altro, mancano ancora istruzioni chiare da parte dei ministeri competenti relativamente ai prodotti. Inoltre, non è stato ancora definito un percorso concreto e facilmente accessibile per le segnalazioni degli utenti: senza una procedura efficace e sanzioni realmente applicabili, il rischio è che molte criticità rimangano irrisolte.
Le difficoltà di accessibilità, infatti, non sono mai dettagli secondari; spesso rappresentano veri e propri blocchi. Basta un solo passaggio non accessibile in una procedura digitale – l’inserimento di un dato, la conferma di un’operazione, il completamento di un pagamento – per rendere impossibile un’intera operazione. Che si tratti di una prenotazione, di un cambio di utenza o di un bonifico bancario, anche una sola barriera può compromettere tutto.
Per questo motivo è fondamentale che le istituzioni competenti definiscano al più presto linee guida chiare e strumenti operativi che permettano agli utenti di far valere i propri diritti, assicurando interventi tempestivi e concreti. È necessario che si sviluppi una vera cabina di regia sull’accessibilità, affinché la Direttiva Europea non resti un principio sulla carta, ma si traduca in un cambiamento reale, misurabile e soprattutto inclusivo.
L’accessibilità, infatti, non è un obbligo burocratico, ma un diritto che riguarda l’intera società. È la condizione che permette a ognuno di partecipare pienamente alla vita digitale, lavorativa e quotidiana senza discriminazioni. E solo attraverso un impegno condiviso – tra istituzioni, aziende, professionisti e persone con disabilità – potrà diventare una realtà solida e quotidiana.
Fonte Superando