Centro di informazione, documentazione e orientamento per l'autonomia, l'indipendenza e l'inclusione delle persone con disabilità
nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).
La Conferenza Unificata Stato-Regioni ha dato il via libera, lo scorso 18 marzo, al Piano Nazionale per la Non Autosufficienza relativo al triennio 2025-2027. Il provvedimento sblocca risorse complessive per circa 3 miliardi di euro, destinati a finanziare interventi territoriali quali l'assistenza domiciliare, il supporto alla vita indipendente e i progetti di inclusione sociale.
Il nuovo Piano introduce una distinzione anagrafica rispetto alla normativa precedente: è rivolto esclusivamente a persone con disabilità non autosufficienti fino ai 70 anni. Per la popolazione over 70 è infatti prevista l'adozione di un programma specifico, in attuazione della Legge 33/2023.
Nello specifico, i beneficiari sono cittadini con disabilità grave o parziale (titolari di Legge 104/92 o indennità di accompagnamento) che presentano limitazioni significative nell'autonomia quotidiana. Il Piano si raccorda inoltre con la Riforma della Disabilità, adottando progressivamente la nuova classificazione basata sul "bisogno di sostegno elevato o molto elevato".
Il fondo triennale è così ripartito: 982 milioni per il 2025, 934 milioni per il 2026 e oltre 1 miliardo per il 2027. La distribuzione tra le Regioni avverrà per l'80% in base alla popolazione anziana residente e per il restante 20% sulla base delle certificazioni di invalidità e gravità.
Una novità rilevante riguarda l'innalzamento delle soglie ISEE per l'accesso ai servizi, finalizzata ad ampliare la platea dei beneficiari:
Soglia non inferiore a 50.000 euro per adulti con necessità di sostegno elevato.
Soglia elevata a 65.000 euro nel caso di nuclei familiari con minorenni.
Il Piano conferma la centralità del "Progetto di Vita" individuale e personalizzato, strumento cardine per superare i modelli di assistenza standardizzati. A tale scopo è destinata una quota vincolata di 14,64 milioni di euro annui, specificamente dedicata ai percorsi di vita indipendente e alla promozione dell'autonomia sociale.
Nonostante l'apprezzamento per l'approvazione del documento, le amministrazioni regionali hanno sollecitato il Governo a chiarire con urgenza le modalità di erogazione dei fondi. La richiesta è di accelerare lo sblocco delle risorse per garantire la continuità dei servizi già attivi sui territori e rimborsare le spese già sostenute dagli enti locali.